aston81
19 gennaio 2011

Moonlight Act – un gradito ritorno (alle origini)

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Era da anni che il superbo mangaka Kazuhiro Fujita (indimenticato autore del bellissimo e ancora da noi troppo poco noto Ushio e Tora) non sfornava una bella storia corposa e promettente come questa sua ultima fatica.

Moonlight Act racconta le vicende del giovane Gekko Iwasaki, un teppistello dell’odierno Giappone che usa più le mani che le parole, protagonista suo malgrado di uno strano accadimento: in determinati periodi la luna si tinge di blu, e quando queste radiazioni luminose colpiscono i libri di favole per bambini, un mostro di essi si anima e prende vita nella nostra realtà!

Il nostro protagonista è affiancato dall’amica di infanzia lady Teatro, una bella e coraggiosa ragazza che puntualmente ironizza sul passato del burbero Gekko, sfornando aneddoti comici ed imbarazzanti.

Altra comprimaria è la principessa Hachikazuki, detentrice del sigillo ormai rotto dai raggi lunari impazziti, che si imbatte casualmente nel nostro protagonista, che a sua volta assorbe parte del potere della nobile.

Così Gekko si ritrova a dover dar la caccia ai deliranti protagonisti delle fiabe che di volta in volta fuggono dal sogno alla realtà, coadiuvato dalle due signorine, e soprattutto dalla capacità della principessa di trasformarsi in una enorme mazza magica!

Da principio la storia così presentata appare strampalata e banale, ma l’incommensurabile estro del geniale Fujita non tarda a farsi sentire!

Il suo tratto, già dinamico e “sporco” è davvero migliorato, rendendo il susseguirsi della azioni più frenetiche, e valorizzando da un lato gli aberranti mostri in pieno stile horror, dall’altro le apprezzabili bellezze femminili.

E soprattutto, “il marchio di fabbrica” del mangaka è l’indiscusso protagonista delle vicende: la sua intramontabile passione per la cosmogonia ed il folclore nipponici, dai quali attinge a piene mani per i suoi manga, soprattutto per questo fresco Moolight Act.

Inoltre non vi sono solo chiarissimi riferimenti ai tanti miti giapponesi, ma intervalla le varie peripezzie con famosi protagonisti di note fiabe occidentali, creando una piacevole commistione fra Sol Levante ed Europa!

Un’opera davvero godibile, con riferimenti di alto spessore ben al di là delle semplici favole o del divertimento evidente (pur parti importanti del manga, comunque), con una forte propensione del comico e del drammatico assieme, come solo Fujita sa ben assortire.

Per gli inconsolabili orfani di Ushio e Tora, un gradito ritorno (alle origini)! :D

In Italia grazie alla vulcanica J-Pop.

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Pubblicato in Anime e Manga