yumehime
13 gennaio 2011

La scuola in Giappone, Lezione Prima: La struttura

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Uno dei primi problemi che si trova a fronteggiare chiunque sia appassionato di manga ed anime, riguarda l’organizzazione della scuola Giapponese.
Infatti, senza contare i “manga ad ambientazione scolastica”, che oramai costituiscono un genere a sè stante, quasi tutti i fumetti made in Japan, prima o poi, citano in qualche modo la scuola, gli insegnamenti o quant’altro.

Per cui, ecco a voi una micro-guida in comode “lezioni”, che vi permetta di orientarvi un pochino tra le stranezze dell’istruzione nel paese del Sol Levante!

La prima precisazione da fare riguarda l’organizzazione “logistica” dell’istruzione nipponica.
In Giappone le elementari durano 6 anni, le medie 3 (e qui finisce l’obbligo scolastico per i Giapponesi), il liceo 3 e l’università vera e propria (dico vera e propria perchè ci sono diverse forme di istruzione “parauniversitaria” che permettono di accedere a diverse professioni) altri 6 anni.

L’anno scolastico inizia ad aprile e finisce a marzo, con due cerimonie ufficiali molto “eleganti”.

La seconda cosa da notare è che, a differenza della maggior parte dei sistemi scolastici occidentali, quello made-in-Sol-Levante è basato su una forte competitività tra gli allievi.
Competitività che, udite udite, inizia già dall’asilo.

Eh, sì.

Perchè entrare in un asilo buono significa entrare in una scuola elementare buona, che garantirà a sua volta l’ingresso in una scuola media buona ed in un liceo buono.

Il tutto per poter entrare poi  in una università di prestigio, che faccia trovare al laureato un buon posto fisso (ebbene sì, in Giappone esistono ancora) ben pagato.

E si parla, ovviamente, di scuole private.
Perchè, sebbene esistano scuole pubbliche in Giappone ad ogni livello, la loro qualità è estremamente bassa ed i titoli ottenuti non valgono praticamente nulla nel mercato del lavoro.

Tra l’altro, non è nemmeno facile come sembra.

Perchè  ogni passaggio (asilo-elementari, elementari-medie, etc) prevede degli esami di ammissione, tranne nei rari e fortunati casi di “comprensori scolastici” (ad esempio elementari e medie nello stesso istituto), dove si passa al livello successivo senza ulteriori test.
Anzi, a dire la verità i Giapponesi sembrano essere molto affezionati al concetto di test, perchè gli esami periodici per controllare il livello degli allievi e anche solo le medie scolastiche vengono rese pubbliche.

A livello nazionale.

Immaginate quindi di rivere periodicamente (ogni tre o sei mesi circa) l’incubo dell’esame di maturità e che i tabelloni con i vostri voti, oltre ad essere appesi a scuola, possano essere consulati da chiunque, in qualunque momento.

Scommetto che avete i brividi solo a pensarci.

Probabilmente questo già dilegua qualcuno dei dubbi che le lettrici incallite di shoujo spesso si pongono.
Ad esempio perchè i loro beniamini passano molto, moltissimo del loro tempo a studiare (con genitori e professori preoccupati che ripetono continuamente frasi incomprensibili per noi occidentali, come “Non puoi avere un ragazzo/una ragazza, devi studiare, non hai tempo!”), o perchè siano così famose le scuole di preparazione serali per gli esami di ammissione all’università.

Oh, sì, serali.

Perchè i Giapponesi fanno a scuola un orario praticamente da ufficio, rimanendo a lezione in genere dalle 8.50 alle 16.
Sfido qualunque Italiano, dopo questo orario di studio, a recarsi ad un corso di ripetizioni extra, che inizia alle 17 e a volte si prolunga fino alle 23.30…

Cosa, cosa?
Avete ancora dei dubbi?

Beh, non vi resta che aspettare la seconda lezione, allora!
Alla prossima, o meglio…mata, ne!

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Pubblicato in Anime e Manga