Topolino è arrivato lontano

Quando vivevo in Calabria ero molto diversa da quella che sono oggi.

Non saprei dire se migliore o peggiore, ma di sicuro oggi non sono più quella persona. Io stessa se rivado indietro nel tempo,  e confronto certi atteggiamenti che ho con quelli di allora non mi riconosco.

Mi piacerebbe capire se a tutti capita lo stesso, e se l’ambiente in cui si vive ha un’influenza così marcata sul carattere e sul modo di vedere certe cose . Perchè spesso mi chiedo: ma quella ragazza nata in un piccolo paese, che ha passato tutta l’adolescenza in Sila… dov’è finita?

Possibile che sia scomparsa totalmente… nulla di essa è rimasto. Ad esempio una certa ingenuità,  e la grande timidezza che caratterizzava certi miei comportamenti.

Un certo pudore nell’esternare i miei sentimenti, i miei pensieri. Chiusa e un pò selvaggia ( una vera montanara ).

Mio padre era disperato perchè ogni volta che veniva qualcuno in casa,  mi nascondevo. Generalmente in bagno, o in soffitta a disegnare e a scrivere. Temeva che gli altri pensassero che io fossi maleducata. Se si doveva andare a fare una visita di cortesia da qualcuno, ci andavo con la morte nel cuore. Mi rifugiavo in un angolo e mi astraneavo dagli altri. Totalmente.

Arrossivo per un nonnulla e mi sentivo a disagio se qualcuno mi rivolgeva la parola. Tutto questo fino ai 15 anni, un’età in cui ho cominciato a capire che qualcosa dovevo fare,  se volevo salvarmi dalla solitudine in cui lentamente mi stavo immergendo.

Ho cominciato con Topolino… si,proprio il fumetto della disney.

C’era una rubrica negli anni 70, in cui ci si poteva iscrivere e chiedere di essere messi in contatto con amici di “penna”, per iniziare così una corrispondenza.

Così è iniziata una delle più belle amicizie che ho mai avuto, e attraverso di essa ho cominciato a cambiare.

Si chiamava Ascanio e ci siamo scritti per almeno tre anni, fino al momento in cui lui ha preso i voti. Decise un giorno di scrivermi una lunga lettera (devo averla ancora da qualche parte) in cui mi spiegava che aveva deciso di andare al Seminario, e che la nostra corrispondenza sarebbe cessata per via della sua decisione di diventare Prete.

Mi ha insegnato tante cose quel ragazzo… ad avere per esempio un pò più di fiducia in me stessa.

Altri dopo di lui sono arrivati, e ognuno di essi mi ha trasmesso qualcosa.

Sempre attraverso la parola scritta (come ha detto un mio amico di fb…la parola vola lo scritto resta) .

Credo che il fatto di aver avuto per anni,  contatti con persone che vivevano molto lontano da dove vivevo io,  sia servito a ” vedere” oltre il mio piccolo mondo. Che abbia pian piano scatenato la voglia di andare a conoscere di persona quello che ne era al di fuori.

Scambiarsi informazioni, parlare dei propri problemi, interessarsi al modo di vivere di altri,  ha ottenuto un doppio risultato.

Da una parte,  quello di non credere più di essere l’unico essere al mondo a provare certe cose, dall’altro mi ha aperto  la mente e scatenato  la curiosità.

E la curiosità porta lontano… io sono arrivata a Milano, altri chissà?

Commenti

commenti