Dare un senso al natale

E così anche queste feste sono passate.

Nulla di nuovo è accaduto… tutto come prestabilito e come avevo previsto. Grande abbuffata, stress e corse dell’ultimo minuto per fare in modo che tutto fosse perfetto. Stanchezza fisica, a un livello tale da far giurare a se stessi: < MAI PIU’ >. Sapendo bene che l’anno prossimo sarà esattamente la stessa cosa. Ma ci fa bene illuderci, ci dà forza…

Il 31 Dicembre già mi dà un pò più di allegria. I propositi per il nuovo anno che arriva rendono la ricorrenza allegra e spiritosa. Ognuno cerca di divertirsi come meglio può e i “doveri” familiari sono stati assolti.

Tante belle parole in occasione del Natale, che non trovano riscontro nella realtà. Tanti regali fatti per dimostrare che si pensa a quella persona, piuttosto che a un’altra. Si sono fatte telefonate a gente che non si sentiva da tempo: pochissime quelle veramente sentite e desiderate.

Cosa resta di questa ricorrenza? Lo spreco… ecco cosa resta. Tonnellate di cibo rimasto inutilizzato e buttato in pattumiera. Cuciniamo per interi reggimenti di persone, anche se i commensali sono solo 5 – 6.

Convinti che si debba rendere onore al cibo, al quale diamo un significato assurdo: armonia, felicità, serenità, spiritualità… e mi chiedo: che cos’ha di spirituale un fritto misto?

O un piatto di linguine con l’Astice?

Riempiamo quei vuoti ai quali non riusciamo a trovare una motivazione logica, con il cibo, facendo finta che basti per sentirci sazi… altro sarebbe il cibo necessario. E non richiede doti culinarie…

Cerco di dare un senso a tutto questo, ma non lo trovo. Impossibile per me trovare una giustificazione profonda a questo sciupìo, a questa corsa all’abbuffata a tutti i costi.

So perfettamente che non per tutti è così. Sarebbe tragico il contrario… ma se mi guardo attorno, mi rendo conto sempre più, anno dopo anno,che pochi… pochissimi riescono a dare un senso al Natale.

Commenti

commenti