Roma 2 parte – la nostra cucina

E rieccoci qua, dopo un po’ di attesa, a parlare ancora di questa splendida città; avevamo parlato di cosa effettivamente si può vedere e a seconda della mia esperienza personale, vi avevo consigliato di fare un  giro in quei luoghi.

Adesso, in questo secondo articolo, mi voglio dedicare a un viaggio culinario, all’interno della cucina romana che ho anche avuto il piacere di assaggiare, direttamente da romani doc o andando, d’estate nelle tavernette che trovate ad Ariccia o in paesi vicini.

E adesso partiamo alla volta di un viaggio, che metterà a tutti una gran acquolina in bocca.

La tipica cucina romana è la cosiddetta cucina povera, in quanto non ha tantissimi ingredienti, ma non per questo è meno saporita rispetto ad altre cucina; infatti  nei tempi antichi la gente non era a dieta, o meglio non faceva diete ossessive come ai giorni nostri, al contrario erano molto più moderati visto che a casa c’era sempre qualcuno che cucinava i primi che potevano essere sia “asciutti” ovvero pasta con i broccoli, o pasta a sugo e ovviamente le minestre come la pasta e patate, pasta e fagioli e così via, inoltre come secondo veniva utilizzato il “quinto quarto”; solo durante le feste mangiavano l’abbacchio o il capretto; inoltre altra curiosità il burro comune non veniva usato per friggere o altro ma era molto più comune lo strutto di maiale, oltre ovviamente all’olio di oliva tipicamente laziale.

Ma cos’è il “quinto quarto”?

Dunque il quinto quarto, altri non è che una parte della mucca o dell’ovino, precisamente i due quarti anteriori e i due quarti posteriori, oltre a tutto quello che è commestibile come la trippa, i rognoni e tutta la sfilza di interiora oltre che il cervello, la lingua  e la coratella nella pecora (altro non è che il mix di interiora tra fegato, polmoni e cuore dell’agnello). Onestamente io le interiore non le amo particolarmente, ma qualcosa l’ho assaggiata e non mi è dispiaciuta poi tanto, per il resto beh è anche una cucina ricca di legumi, che fanno benissimo come i ceci, che nei tempi andati aprivano la cena, mentre adesso questa zuppa è un piatto abituale specie se accostato alla pasta e al baccalà.

E dopo un racconto sulla storia gastronomica di Roma, eccovi alcuni dei piatti tipici di una città in continua evoluzione:

I rigatoni con la pajata, che mi hanno menzionato tantissime volte ma che non ho mai assaggiato, non perché gli ingredienti ( pasta, intestino tenue con il “latte” o chimo all’interno e ovviamente il sugo) non mi piacessero, piuttosto mi hanno detto più volte che adesso è molto difficile trovare la pajata (l’intestino tenue) quindi non so effettivamente com’è, ma mi hanno detto che è buonissima;

La coratella con i carciofi, che ho assaggiato e non mi è dispiaciuta e ve la consiglio, di solito viene fatta durante la pasqua.

La trippa alla romana, con la mentuccia e pecorino rigorosamente romano, molto buona e non pesante come si può pensare, anche questa ve la consiglio e credo la possiate trovare quando volete, non ha una festività in particolare

La coda alla vaccinara, che non ho voluto assolutamente assaggiare, ma se lo avete fatto voi mi dite com’è? E’ una mia curiosità personale

E poi i classici spaghetti alla carbonara, alla matriciana e i miei preferiti i vermicelli cacio e pepe, i quali sono di una semplicità disarmante ma decisamente buoni , diciamo che quando trovo gli ingredienti giusti non manco di farli

Come detto all’inizio dell’articolo d’estate, ma credo anche d’inverno, potete andare nelle taverne che trovate fuori Roma nei paesini come Ariccia; si si proprio Ariccia da dove viene la porchetta di cui tanto sentiamo parlare e che, diciamoci la verità ,ci piace anche tanto.

Li in queste tavernette, oltre a non spendere una fortuna, potrete assaggiare tantissime cose come un antipasto molto ricco che va dalle mozzarelle ai salumi ai sott’oli, ai primi piatti di cui ricordo le pappardelle al cinghiale gettonatissime e come secondo la porchetta, gli arrosticini di pecora e tante altre cose deliziose.

E con questo concludo questo “viaggio culinario”, attraverso la nostra capitale e non solo; spero di avervi dato qualche spunto interessante, e magari anche qualche idea. Il nostro viaggio nella capitale non finisce qui, nel prossimo articolo mi dedicherò ai divertimenti che offre la bellissima città di Roma.

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