Idee regalo per un Natale che parli d’Oriente- Libri: “Senza Parole” di Wang Jie”.

Regalare un libro è sempre una buona idea. Se poi si tratta di un’opera in grado di offrire una chiave di lettura originale ed autentica agli eventi che hanno portato la Cina ad essere la potenza economica che oggi conosciamo, allora possiamo essere sicuri di che si tratti di un regalo di un certo livello.  

“Senza Parole” di Wang Jie presenta un affascinante affresco della Cina del ‘900 attraverso gli occhi di quattro generazioni di donne.  Una complessa storia d’amore, il legame profondo tra madre e figlia, la follia della protagonista, tutto questo si confonde in un intreccio reso ancor più complesso dal vortice della storia che attraverso un susseguirsi tumultuoso di eventi porta il paese asiatico da un arretrato feudalismo ad una modernità esasperante, sconvolgendo le vite dei singoli personaggi. 

“Per tutta la vita si era preparata a scrivere questo romanzo, ma una volta iniziato aveva perso la ragione”. Questa è la premessa che troviamo nella prima pagina del libro: un’opera complessa che inizia dalla fine, dalla follia della protagonista, per svelare via via la storia e i segreti che si celano dietro alla maschera della pazzia in un’alternanza di momenti di sublime poesia e di passaggi di freddo realismo, senza mai cadere nel sentimentalismo.

E procedendo a ritroso tra complessi rimandi si arriva, verso la fine del libro, all’immagine della protagonista bambina che decide di scrivere un libro:

“Wu Wei camminava, andando incontro con aria di sfida al respiro dell’erba coperta di brina…Alzò la testa e lanciò un grido che attraversò nuvole nuvole e nebbia, rimandendo sospeso tra cielo e terra. Aspettò con calma che l’altopiano le rispondesse.
Quel che le tornò indietro non fu un’eco cristallina, ma una serie di onde sempre più lontane con stemperavano la sua voce verso l’infinito, disperdendola, dissipandola.
Si fermò per cogliere le parole che si facevano sempre più fievoli.
Nemmeno una mente superiore avrebbe saputo discernere il senso di quella risposta, figuriamoci una bambina di dieci anni.

Serbando in cuore quella risposta lontana arrivò alla vecchia robinia… fu lì che concepì l’idea di scrivere un libro.”

Le passioni e i pensieri di Wu Wei, di sua madre e di sua nonna potrebbero fornire sufficiente materiale per redigere un’opera complessa; in “Senza Parole” però, questi si incrociano alle vicissitudini degli uomini in balia della storia, tra lotte interne tra nazionalisti e comunisti, guerra contro il Giappone invasore, Rivoluzione Culturale. Pronti a sacrificare la propria vita e a patire enormi sofferenze non per una reale convinzione ideologica ma spinti dalla forza del caso,  “migliaia di uomini si ammazzano per gli interessi di un manipolo di potenti”. 

Esemplificativo il passaggio in cui l’autrice afferma: “ A cosa erano servite le sofferenze e i rischi che lui e quel soldato di ventura che aveva davanti avevano patito? E non si trattava solo di loro due, ma di tutto il popolo cinese che da duemila anni veniva vessato e ucciso da questi o da quelli, senza che il proprio sacrificio fosse valso a qualcosa…”

Candidata al premio Nobel della Letteratura e vincitrice di innumerevoli premi grazie a questo intenso libro, l’ autrice manda al mondo un messaggio profondo; un invito ad approfondire e analizzare cosa si cela dietro all’immagine che il grande paese asiatico oggi ci offre; come dice il Daodejing (Tao te ching), il Classico della Via e della Virtù, dal quale deriva il titolo del romanzo, “l’amore più grande lascia senza parole”. In questo caso però non è solo l’amore a lasciare senza parole ma l’intera storia della Cina.

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