Foreste

Quando mi siedo al pc con l’intenzione di passare un pò di tempo guardando qua e là i link dei miei amici ,immancabilmente mi soffermo sui commenti fatti da alcuni di loro, piuttosto che da altri. E da lì non resisto: se un commento mi colpisce particolarmente, anche una brevissima frase, ma dalla quale si percepisce l’anima di chi la scrive, io rispondo.

E a volte la mente mi porta lontano. Ho appena risposto a qualcuno che ha scritto un frase molto significativa per me: i boschi, la Sila e tutto quel che rappresenta. Il commento era relativo ad una foto fatta di recente in posti che conosco molto bene, e in una frase brevissima chi lo ha fatto ha saputo cogliere il senso del “significato” delle foreste, e di quel che ognuno può vederci… o “vuole” vederci.

Ci sono persone che in un bosco ci vedono solo foglie, alberi e cespugli… sentieri percorribili per fare una semplice passeggiata e magari respirare aria pulita… tutto qui.

Altri invece sono quanto di più “ricettivo” si possa pensare, persone che in un semplice filo d’erba non vedono solo quello, ma un’intero universo. Che ogni attimo trascorso in una foresta, a contatto con la natura più selvaggia, si rendono conto della meraviglia a cui assistono e che percepiscono i mutamenti continui di quello che si ha attorno. Sanno che quel filo d’erba è molto di più, osservandolo con attenzione… ad esempio una stria luminosa, indica che da lì è passata una lumaca, e che per fare quel breve tragitto ci ha messo magari un’ora.

Che un cespuglio di felci può nascondere delle sorprese se ci si china per guardarlo attentamente: magari una famigliola di porcini, magari troppo piccoli per essere colti.Di conseguenza si decide (a malincuore) di coprire come meglio si può la felce, con aggiunta di arbusti e pigne e sperare di ritrovarli cresciuti dopo un paio di giorni. Restando magari delusi e anche un pò arrabbiati perchè qualcuno ci ha preceduti.

I colori mutano di continuo, in base alle ore della giornata… una vallata al tramonto è quanto di più suggestivo ci possa essere, commovente perfino. La stessa vallata in un giorno nuvoloso o nebbioso, può anche trasmettere angoscia o tristezza… ma sempre con immutata meraviglia, e ci si sente infinitamente piccoli di fronte alla maestosità della natura.

Gli odori…come descrivere gli odori.Un misto di resina, erba appena tagliata, muschio… ma non si può, insomma, bisogna sentirlo. Uno spettacolo sempre uguale tutti i giorni, ma diverso nei dettagli. Bisogna amarle profondamente le foreste, per percepire questi particolari dei quali ho descritto solo pochi aspetti, e non abbastanza esaurientemente. Ma chi le ama, come le amo io…forse ha già capito.

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