Nessuno ci chiede di nuotare in un mare di m….

E se un giorno ci guardassimo dentro?
Per quello che siamo, non per quello che vorremmo essere.

E se oggi il mondo capisse che si deve solo cedere il passo per andare avanti?
Non siamo treni in corsa, su un binario con poche possibilità di cambio di direzione.

Siamo molto di più di un bianco e nero, siamo di più di un tutt’uno.
Siamo un mistero non una scatola, siamo tempi diversi, siamo diversi da noi stessi ogni giorno, non privi di principio.

Sembra che tutti i giorni una rotella del mondo smetta di girare, l’economia, l’etica, il rispetto della persona…. Cominceremo ad aver paura di tenere la cerniera aperta di una borsa, di mandare i figli all’asilo, di camminare da soli per le strade, di pensare di voler bene a chi ci sta vicino, gli uomini delle donne e le donne degli uomini, tutti di tutti o forse nessuno.

Questa non è forza, è paura.

E’ togliere poesia alla vita.
E’ come se tutto ciò che gira attorno a noi fosse una fiction, una sarcastica parodia di come ci saremmo immaginati la nostra esistenza.
E per quanto nessuno lo voglia ammettere, a parte essere degli eletti, dei fortunati, c’è qualcosa che non va in tutto questo, e non all’esterno, non per colpa della “società”, dei genitori, della religione o di chi sa chi….è colpa nostra, della nostra propensione nulla a faticare per raggiungere l’obiettivo.
E questo in tutti i campi, secondo le proprie possibilità e capacità.

Sacrificio, non martirio, perciò con buona dose di maturità e realismo.

Capire che se la merda arriva alle caviglie non ce lo ordina il dottore di aspettare e farla arrivare alla bocca per capire che è merda, e che forse è il caso di tirarsene fuori in tempo reale….è buona abitudine….

La massima aspirazione oggi non è più COSTRUIRE, ma VINCERE, senza meriti, senza porre basi per poi mantenere, come il super enalotto…esagerazione, in tutto.

E se si facesse un passo indietro? E si tornasse a pensare che la felicità non capita per culo, ma che si costruisce giorno per giorno correggendo il tiro, coscienti che è necessario rialzarsi da ogni caduta per imparare e che nulla, se è supportato dalla ragione, ci può abbattere. La vita non è una falce, ogni giorno abbiamo già dentro ciò che saremo domani.
Scelta…… è sempre e solo una scelta, e non sempre la scelta più estrema è quella giusta.

Non siamo destinati a soffrire soltanto, perchè ci induriremmo e non siamo mascchine, non siamo destinati a vivere di mollezze perchè ci svuoteremmo. I contrasti ci fanno apprezzare la vita in tre dimensioni e chi cerca di eliminarli non si rende conto di banchettare con cibi liofilizzati.
Le follie, le carezze, le sorprese, gli slanci non precludono la stabilità, la solidità o la forza di una persona; sarebbe un po’ come pensare che l’estetica preclude aprioristicamente l’intelligenza.

La perfezione non esiste, ma due ballerini si devono conoscere per poter ballare assieme.
Per i primi mesi, quando si cambia lavoro, ci si deve assestare e quello che ci porta avanti non è la consapevolezza di saperlo svolgere, ma il puro entusiasmo e così funziona anche per tutto il resto.

Spesso quello che porta ad un risultato è la perseveranza che troviamo nell’entusiasmo, nel vedere le difficoltà con occhi disincantati ma sorridendo.
E la “pacca sulla spalla” di chi ci sta accanto, di chi lavora con noi, è fondamentale, perchè nulla è scontato, dare per scontata un’altra persona significa rendere la persona, e ciò che fa, invisibile.
Non sono le responsabilità ad uccidere le persone, ma la paura di affrontarle con pazienza.

Abbiamo così tanti “false friends” nel trascorrere dei giorni che ci confondono che non vediamo ciò che ci sta davanti. Non ammettiamo più che, tante esperienze, non vissute con qualcuno, in fondo non hanno senso, i soldi non hanno significato se non vengono condivisi, la gioia non ha lo stesso sapore, e così i successi e la vita nel senso più generale del termine. Oggi riusciamo a condividere solo le “esteriorità” tanto da mantenere tutti ad una certa distanza….e se qualcuno si avvicinasse un po’ di più sarebbe poi così grave?
Sarebbe così grave se esistesse ancora l’educazione? E le differenze?Anche fra i due sessi. La diversità dell’animo, quella fisica, di ruolo nella vita, nel ballo, nelle funzioni.

Si parla tanto di tolleranza verso tutto e tutti, di esaltazione delle differenze e poi siamo i primi a voler appiattire il meraviglioso abisso che divide due mondi complementari….ha senso tutto questo? Io penso di no…penso che manchi coraggio, poesia, passione e amor proprio.

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