Lui è come me

Sono proprio queste le sere. Quelle sere.
Quelle che sanno di asfalto umido e freddo dopo la pioggia.
Hanno il colore arancio delle file di lampade della tangenziale quando ancora si stanno scaldando e sono ruvide come i lacci delle scarpe cocciuti nel loro nodo.

Hanno il profumo di una tazza bollente di latte e orzo.
Ascoltano il rumore della prima ondata di acqua che riempie i radiatori, morbide come la collottola del gatto che dorme pigro sul cuscino.


E dopo quelle sere ci sono queste mattine. Quelle mattine.
Che ogni spigolo dal letto alla moka è voglioso di incontrarti. L’acqua è gelida, lo zucchero nel vaso è finito, la matita sciolta sugli occhi e i capelli esplosi nel sonno.
In quelle mattine, con gli angoli della bocca che sanno di dentifricio, fissi il lavandino pensando di vederci un altro spazzolino o una lametta nuova… o dei capelli biondi affezionati alla spazzola.
Poi allora torni in camera a raccogliere le ultime cose e il piumone sta imbronciato e attorcigliato a conservare ancora il calore di te. Ancora per un po’.
Lui è come me.

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