NON c’era una volta: Brasilia

Cinquanta anni fa in Brasile nacque una città. Figlia di Lucio Costa, urbanista e di Oscar Niemeyer, architetto; sorella di molte utopie urbane. Qualcuno diceva che assomigliasse tutta ad un aereo, altri ad un uccello. Di certo non assomigliava a nessuna altra città.

“La chiameremo Brasilia  e ne faremo la nuova capitale del paese”, dissero.

Brasilia crebbe in fretta e bella, proprio come i suoi genitori l’avevano sempre disegnata. le sue forme scolpite  dalla luce, la sua pelle candida di calcestruzzo, superba, leggiadra.. perfetta in ogni minimo dettaglio. nemmeno un parapetto ad involgarire  la sua purezza. un sogno.

Aveva tutto Brasilia, larghe strade senza semafori, grandi spazi aperti , ridenti aree residenziali, centri commerciali, un parlamento, una cattedrale meravigliosa .  Tutto e tutto al posto giusto.

Ma le mancava qualcosa. la vita, la vita che riempie le città; l’amore della gente.

Negli anni tanti architetti si recarono da lei per omaggiare la sua grazia. Ma poi, una volta saziata la macchina fotografica, la abbandonavano, per gettarsi nelle voluttuosità di Rio de Janeiro.

E così’, gli architetti  soddisfatti e contenti, Brasilia visse bella e impossibile.


Commenti

commenti