Falun Gong; movimento spirituale, setta esoterica o gruppo sovversivo? Parte 2.

Lo spunto per affrontare il tema del Falun Gong, il controverso movimento spirituale del quale abbiamo iniziato a parlare nel post precedente, mi è venuto proprio dopo aver incontrato per caso alcuni praticanti, italiani e cinesi.
Era una domenica pomeriggio, poche settimane fa, e passeggiavo lungo l’affollata via Dante, nel centro di Milano, quando ho visto, tra le bancherelle delle caldarroste e quelle dei candidati alle primarie, una sorta di improvvisato stand costituito da qualche vecchio cartellone ed un banchetto per la raccolta firme, affiancato da un piccolo gruppo di persone vestite in giallo e azzurro.

Questi ultimi erano impegnati in esercizi di meditazione che ricordavano vagamente le posizioni dello yoga. Mi sono avvicinata per dare un’occhiata ed immediatamente il mio sguardo è stato catturato dalle immagini di atroci violenze e torture rappresentate nei cartelloni.

Si trattava di una postazione di denuncia contro la persecuzioni perpetrate dal governo cinese contro il Falung Gong: immediatamente mi tornò in mente quando, qualche anno prima, mi ero imbattuta nella medesima scena davanti alla sede del Consolato della Repubblica Popolare Cinese. A quei tempi stavo svolgendo un tirocinio presso il Consolato e mi sentivo quasi in colpa per essermi immediatamente schierata dalla parte di queste persone e quindi contro il governo della Repubblica Popolare che in quel momento mi stava offrendo un’esperienza professionale unica. Ovviamente, non avevo parlato ai consoli e al resto del personale del mio interesse a scoprire qualcosa in più al riguardo, men che meno avevo ostentato il mio ribrezzo nei confronti di una simile violazione dei diritti umani. Mi ero limitata a chiedere qualche informazione alla centralinista cinese, la quale liquidò il tutto con una risposta superficiale che infatti ho dimenticato.

Mi incuriosce il fatto che un movimento spirituale sincretista simile a molti altri diffusi tanto nel continente asiatico come nel resto nel mondo, sia così fortemente osteggiato dal partito comunista cinese, che è arrivato a compiere indicibili efferratezze nei confronti dei suoi adepti. Facendo delle ricerche sull’argomento, sulle quali intendo aggiornarvi in questo post, sono riuscita a trovare delle risposte solo parziali relativamente ai rapporti tra Falun Gong e governo cinese.

Come probabilmente qualcuno ricorderà, il 25 aprile 1999 si svolse a Pechino una grande manifestazione anti-governativa che vide oltre diecimila membri del movimento Falun Gong sfilare di fronte agli edifici delle massime autorità governative. Causa della protesta era la massiccia campagna portata avanti dal governo che denunciava il Falun Gong come xiejiao, “insegnamento di falsità” o “setta”.  La manifestazione scatenò l’ira del regime: centinaia di membri del Falun Gong furono incarcerati e almeno quattro morirono per via dei maltrattamenti subiti. Il 30 ottobre 1999 il governo promulgò una legge contro le “sette malvagie” che provocò un’ulteriore ondata di arresti con emissione di condanne a lunghi periodi di detenzione. Ma tutto questo invece di bloccare la diffusione del movimento non fece altro che sortire l’effetto contrario: vennero organizzate manifestazioni ad Hong Kong (non sottoposta direttamente alle leggi cinesi) e a Macao (ex-colonia portoghese che stava proprio in quei giorni per tornare alla Cina) e il movimento si rafforzò gradualmente all’ estero, in particolare negli Stati Uniti, dove il Falun Gong contava già allora numerosi seguaci.

Il governo cinese, consapevole dell’importanza della propaganda e di Internet, censurò siti occidentali di promozione del Falun Gong ed allestì un sito di propaganda in inglese contro la “setta malvagia” , descritta come un culto esoterico dai riti violenti, perversi ed occulti, che pratica tra l’altro il lavaggio del cervello dei propri seguaci.

Attualmente in Cina la censura e la repressione nei confronti del Falun Gong continuano, mentre nei paesi occidentali le opinioni in merito sono discordanti: c’è chi la considera un culto esoterico da bandire, chi vi trova delle somiglianze con Scientology ed altri ancora che la ritengono semplicemente un innocuo movimento spirituale. E poi c’è chi, come Hillary Clinton, la erige a simbolo della lotta per i diritti civili, finanziando progetti  per la diffusione di software che aggirano la censura online di Pechino, nel nome dalla libertà di espressione.

La setta religiosa gode quindi di una reputazione controversa fuori dalla Cina, mentre al suo interno continua ad essere considerata un temibile nemico, principalmente perchè, non presentandosi come una vera e propria religione, ha sedotto una fetta considerevole della popolazione, inclusi alcuni quadri e militanti del Partito Comunista. Come abbiamo già sottolineato, inoltre, il Falun Gong il 25 aprile 1999 è riuscito a organizzare una manifestazione di protesta di ampiezza impensabile per qualunque forza di opposizione, religiosa o politica, senza che i servizi segreti siano riusciti a prevenirla.

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