Realtà o reality?

Non mi dispiace la pioggia, l’ho sempre detto. Ma stamattina è stata veramente un’impresa uscire per sbrigare le mie faccende. Per andare in Posta, praticamente ci sono dovuta arrivare a nuoto: camminare tenendo l’ombrello e il sacchetto della spesa è molto difficoltoso, il vento ha fatto la sua parte, e mi sono bagnata come un pulcino.

In più mi è squillato il cellulare mentre ero impegnata nelle mie manovre, e rispondere non è stato semplice… Ho dovuto tagliare corto, ripromettendomi di richiamare non appena giunta a casa. Per concludere un’automobilista di passaggio al semaforo, mi ha schizzato dalla testa ai piedi… la classica giornata no. Capita. Ma non è stato questo che mi ha reso la giornata un pò triste, è normale in questa stagione avere di queste “disavventure”.

E’ autunno, comincia a fare freddo e la pioggia è frequente. Tornando a casa mi sono ritrovata in mezzo al caos,colonne di mezzi bloccavano la strada in tutte e due le corsie, i tram fermi sulle rotaie, e tanta gente col naso all’insù. Inizialmente non capivo,da dove mi trovavo non si vedeva bene cosa fosse successo.

Ma incamminandomi ho notato l’autobotte dei vigili del fuoco, con la scala appoggiata alla finestra di un condominio. Mi sono fermata a guardare anch’io e ho chiesto ai presenti se sapevano cosa fosse successo. A quanto pare due persone (non so se anziane o no) dalla sera precedente erano irreperibili, l’appartamento chiuso dall’interno, non rispondevano nè al telefono nè al campanello della porta. Per cui, qualcuno si è preoccupato e ha chiamato i vigili.

Mi sono fermata solo fino al  momento in cui sono saliti sul balcone dell’appartamento e hanno sfondato la tapparella e i vetri. Quando sono entrati io sono andata via, non mi piace assistere a certe cose… non potevo fare a meno di pensare, mentre mi incamminavo verso casa, a quelle due persone.

Chissà chi erano, se sono morti nel sonno, o se hanno avuto il tempo di accorgersi che la fine era vicina….magari li conoscevo. In un quartiere ci si conosce comunque tutti, anche solo di vista. Erano anziani, o una giovane coppia che ha deciso di farla finita per chissà quali problemi. Italiani o stranieri. Con figli o no… Si sentono tante notizie oggi, ho pensato anche a un omicidio suicidio. Tante ipotesi, che probabilmente troveranno risposta domani sul trafiletto di un giornale.

Episodi che avvengono quotidianamente, ormai ci si è abituati, qui a Milano come in tutte le più grandi città sono all’ordine del giorno. Ma stamattina mi ha dato un senso quasi di angoscia guardare quella gente aspettare con morbosa curiosità, sotto la pioggia battente, di verificare se c’erano dei cadaveri o no. Ridendo e scherzando ed esprimendo le più assurde ipotesi sull’accaduto. Più o meno è quello che accade quando ci si trova in autostrada e si incappa in un incidente. Il traffico si blocca completamente, a causa di tutti quelli che rallentano per guardare i morti e i feriti. Io sono andata via, non avrei potuto reggere alla vista di quello spettacolo. Ma sempre più mi chiedo… vivo nella realtà, o in un reality televisivo ?

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