Mondiali di Calcio 2010: Cinismo Orange

La nazionale olandese ha la meglio sui favoriti principali alla finale mondiale del Brasile in una partita a due facce. Il primo tempo è infatti segnato dal dominio quasi totale della Seleçaco, andata subito a segno all’ 11° ancora con Robinho e che poi sfiora in più occasioni (clamoroso alla mezzora il tiro a girare da fuori area di Kakà con miracolo di Stekelenburg) il colpo del KO davanti a un’Olanda incapace di offendere e costruire gioco, e che pareva solo in attesa del colpo di grazia.
Ma la ripresa sembra capovolgere totalmente la situazione, e subito all’ 8° da un innocuo cross da fuori area di Wesley Sneijder (di certo il migliore in campo), Julio Cesar e Felipe Melo (disastroso per tutta la partita, l’ombra del giocatore che fece faville alla Fiorentina e troppo simile, per poter vestire la maglia brasiliana, al fantasma visto quest’anno alla Juventus) si scontrano e la palla si infila in rete per il pareggio.
Da questo momento il Brasile sembra in preda al terrore e l’Olanda, pur senza dimostrare grandi giocate, prende il sopravvento e al 24° ancora Wesley Sneijder si inventa un colpo di testa su azione di corner per il gol del 2-1 che ribalta la situazione. Il Brasile avrebbe avuto tutto il tempo per cercare il pareggio, ma quando, 5 minuti dopo, l’inguardabile F. Melo si fa espellere per un folle fallo di reazione, la partita è pressoché chiusa e la squadra di Dunga non è più capace di impensierire la retroguardia Orange.
Un’Olanda cinica, pratica e che colpisce praticamente nelle due uniche azioni pericolose create avanza nel suo sogno e attende in seminale la vincente di Uruguay-Ghana (e quindi, comunque vada, una finalissima dell’11 luglio alla portata degli Orange); dall’altra parte un Brasile splendido nel primo tempo, ma che, subito il pareggio, si blocca psicologicamente andando in confusione e che può solo recriminare se stesso, l’inguardabile prestazione dello juventino Melo e un Kakà giunto ai mondiali chiaramente fuori forma.

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